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lunedì 18 gennaio 2010

Un homme qui dort, encore

Il n'est pas nècessaire que tu sorts de ta maison. Reste à ta table et ècoute. N'ècoute mème pas, attends seulement. N'attends mème pas, sois absolument silincieux et seul. Le monde viendra s'offrir à toi pour que tu le dèmasques, il ne peut faire autrement, extasiè, il se ne tordra devant toi.

Franz Kafka - Meditazioni sul peccato, la sofferenza, la speranza e il vero cammino

Introduzione a "Un homme qui dort" di Georges Perec.

giovedì 31 dicembre 2009

Oh, it's nothing special

E' usanza. Con l'arrivo dell'annno nuovo, si butta ciò che è vecchio dalla finestra.

Si buttano i vecchi piatti.
Si buttano i vecchi buoni propositi.
Si buttano le vecchie lavatrici.
Si buttano i vecchi frigorifori.
Si buttano i vecchi.

Bisogna stare molto attenti per strada. Un vecchino sul cofano della macchina può essere un grosso problema.

martedì 15 dicembre 2009

First Snow of The Year

giovedì 10 dicembre 2009

Foo Foo

Sto diventando scemo. Il mio encefalogramma è totalmente piatto. Nessuna attività cerebrale registrata durante le ultime due settimane. Le previsioni indicano pioggia e maltempo sparso su tutto il nord-est.

First Step:

Little Bunny Foo Foo,
Hopping through the forest
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head

Down came the good fairy and she said

"Little Bunny Foo Foo,
I don't want to see you
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head.
I'll give you three chances,
And if you don't behave
I'll turn you into a goon!"


The next day:

Little Bunny Foo Foo,
Hopping through the forest
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head

Down came the good fairy and she said

"Little Bunny Foo Foo,
I don't want to see you
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head.
I'll give you two more chances,
And if you don't behave
I'll turn you into a goon!"


The next day:

Little Bunny Foo Foo,
Hopping through the forest
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head

Down came the good fairy and she said

"Little Bunny Foo Foo,
I don't want to see you
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head.
I'll give you one more chance,
And if you don't behave
I'll turn you into a goon!"


The next day:

Little Bunny Foo Foo,
Hopping through the forest
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head

Down came the good fairy and she said

"Little Bunny Foo Foo,
I don't want to see you
Scooping up the field mice
And boppin' 'em on the head.
I gave you three chances
And you didn't behave
Now you're a goon! POOF!!"


The moral of the story is:
Here Today, Goon Tomorrow

Second Step:



And the moral of the story is: Be More Specific

martedì 8 dicembre 2009

Un jour en Italie (avec des hommes pressè)

Dai, è palese. No sul serio, non possiamo cascarci così. Ogni volta. Encore et encore.

A ogni bega di Berlusconi, la lega esce pronta con un qualsiasi lapalissiano pretesto per distogliere l'attenzione. Robe ridicole, come il limite di 150 km/h in autostrada, poi. Gli stranieri che rubano il lavoro è un clichè ormai sorpassato, e vogliamo far assuefare gli italiani anche a quello del "ROMeno stupratore"? Per conservarlo bisogna alternare con qualcos'altro.

Se la proposta si fosse limitata a questo però, non se ne parlerebbe. Così viene aggiunta una postilla: Solo le macchine di una certa cilindrata. Ecco. Così va bene, c'è abbastanza ingiustizia per poterne discutere, imbastire plaetali dibattiti, abbastanza da fomentare un popolo di repressi che scaricano la logo passiva aggressività al volante. Tutti a difendere il diritto al fumo nel proprio misero abitacolo, tutti a difendere l'uguaglianza in strada. Se corre lui, voglio correre anche io.

Sia chiaro: Non è un post contro la lega questo ed ovviamente non è neanche un post pro o contro questa... "proposta". Non me ne frega niente. Non dovrebbe fregare a nessuno. E' una mera e triste constatazione della miseria in cui versano le menti degli italiani. Su quanto siamo facili da abbindolare. Non c'è quasi neanche gusto. Ci caschiamo con una facilità estrema, basta seminare ogni tanto 80 miliardi di euro al lotto, qualche squadra di calcio che esonera l'allenatore, crocefissi nelle aule che vengono multati e in risposta ordinanze comunali che lo impongono, cani padani invece di cani terroni, gossip. Cazzate.

Intanto, lui, è un Mafioso. Mettiamoci pure le nostre timorose magliette, un tempo orgogliosamente rosse ed ora scolorite, arancioni o viola. E' solo una prova del nostro daltonismo.

E' questa ci sta da dio:



Va bene. Bertrand Cantat ha ammazzato la moglie di botte. Nessuno è perfetto.
Ma i Noir Desir sono davvero un gran gruppo e scrivono dei gran testi, molto combat-rock. Voglio dire: Noi abbiamo gli MCR (Non la famosa marca, sostentamento di ogni studente fuori sede che si rispetti, ma il gruppetto di modena) e Berlusconi, in Francia hanno sì Sarkozy, ma hanno anche i Noir Desir. Ora ditemi: Chi è messo peggio?


Moi je vais vite, tres vite, ma carriere est en jeu.
Je suis l'homme mediatique, moi je suis plus que politique

Qui veut de moi et des miettes de mon cerveau?
Qui veut entrer dans la toile de mon reseau?

Vous savez que je suis...
Un homme pressè
Un homme pressè
Un homme pressè

giovedì 12 novembre 2009

Exercises de style d'un homme qui ne dort pas

Pasti e Vizi

A colazione ho bevuto una tazza di latte al cui interno ho intinto sette biscotti con quattro gocce di cioccolata su ognuno.

Ho saltato il pranzo.

A cena ho mangiato
- circa duecentocinquanta grammi di cappelletti, con mezza cipolla e cento millilitri di passata di pomodoro.
- tre salsicce arrostite, con una fetta di pane arabo e due fette di formaggio

Mentre scrivo al computer ho mangiato cinque crostini. Ho alternato con dei biscotti: Il primo era un frollino al cacao con nove stelle di zucchero sopra, ma la busta era aperta da cinque giorni ed erano diventati mollicci. Ho ripiegato quindi su dei frollini con una metà al cacao e l’altra di solo burro e uova. Dopo tre biscotti mi sono sentito la bocca impastata e ho mangiato altri due crostini.

Nella giornata di oggi:
ho fumato quarantasette sigarette, di cui:
- nove erano di tabacco rollato
- Le rimanenti trentasei di marca WistonBlu
Ho bevuto nove tazze di caffè, di cui:
- tre espressi
- sei lunghi

Ho preso una tazza di orzo, alle cinque e sei minuti del mattino, perché non volevo prendere un altro caffe.

La mia scrivania

Sulla mia scrivania ci sono sei penne (c’è anche un evidenziatore giallo, ma non è classificabile come penna), di cui:
- Quattro sono ben visibili in un portapenne, ricavato da una confezione di thè.
- Una è nascosta all’interno del portapenne
- Una si trova sul tavolo

Di queste:
- Una è a pennarello ed è blu.
- Due appartengono a delle filiali di una banca nelle quali non ho mai messo piede, e sono blu.
- Una è una bic nera.
- Una è una penna stilografica giapponese, di quelle mini.

Alla mia sinistra giacciono due saggi di Semiotica dei Nuovi Media. Uno è di centosettantasei pagine, l’altro da trecentosessantotto.
Un libro di svago, “Inherent Vice” di Thomas Pynchon. Ha trecentosessantanove pagine.
Un posacenere preso da una Fiat Uno. Dentro ci sono quindici mozziconi di sigarette Wiston Blu e sette di tabacco rollato.
Un quaderno è sotto un paio di cuffie della Roland, tra due bicchierini di caffè.
Quattro filtri per sigarette rotolano sulla superficie della scrivania quando batto i tasti della tastiera.
Tre accendini sono sparsi. Non ho sigarette e li vedo tutti e tre, quando in genere mi servono, vado ad accendere sempre in cucina dopo averli cercati invano.
Una tazza con dei disegni in varie tonalità di blu, raffigurante animali mitici è alla mia destra e al suo fianco v’è un bicchiere di vetro. Sono entrambi sporchi di caffè sul fondo.
Ci sono molti altri oggetti, che hanno chi più chi (molto) meno a che fare con l’uso di una scrivania e sono:
- Due pacchetti di cartine
- Una lampada nera
- Un astuccio di metallo di una marca di sigarette, che non so come ho reperito.
- Un cd
- Una spazzola
- Tre rullini lomography Redscale Negative
- Un rullino B&W Ilford Hp-5 da 400 asa
- Il numero del 30 ottobre di Internazionale
- Un deodorante
- Un’agenda
- Una camera oscura portatile
- Un tagliaunghie



Disordine:


Nella mia stanza il disordine è quantificabile in:
Una sedia, spostata di trentasette centimetri dalla parete sulla quale giacciono, in maniera casuale
- Un asciugamano (sullo schienale)
- Una coperta arancione
- Un pantalone di flanella a quadretti blu che uso come pigiama
- Un maglione a righe orizzontali grigie, marroni e blu
- Una sciarpa marrone
- Un borsello a tracolla
Per terra ci sono due buste di plastica, che dovrebbero essere nel cestino dei rifiuti.
La scatola che contiene boxer e calzini è fuori dall’armadio.
Per terra sono aggrovigliati:
- due cavi per la chitarra,
- un trasformatore,
- un bicchiere di vetro,
- due targhe di auto americane (di cui una è di un rimorchio),
- una lampada di plastica a forma di zucca di halloween,
- un raccoglitore di cd a forma di lisca di pesce.
Sul divano ho lasciato:
- due camicie di flanella (una nera e rossa e l’altra verde e grigia),
- un giubbotto di pelle, un mazzo di chiavi.
Su un asse portante del soppalco sono appoggiati:
- Un asciugamano
- Il pantalone di un pigiama a righe
- Una maglietta nera
- Una maglietta bianca
Sul comodino c’è un pacchetto di fazzoletti e un pacco di tabacco vuoto.

In tasca

Nella tasca sinistra ci sono trenta euro e sessantasette centesimi, così composti:
- Due banconote da dieci euro
- Tre monete da due euro
- Due monete da un euro
- Tre monete da cinquanta centesimi
- Tre monete da venti centesimi
- Cinque decini
- Un ramino da cinque
- Un ramino da due

Sono gli ultimi soldi che mi sono rimasti.
Nella tasca di destra c’è un pacchetto di cartine sottili, originariamente da cinquanta, ed uno scontrino di una birra presa al locale Estragon la sera prima.

Età

Io ho venticinque anni, oppure un quarto di secolo.
Oppure:
Trecento mesi e quattordici giorni
Oppure:
novemilacentotrentacinque giorni e trentotto ore
Oppure:
duecentodiciannovemila ore e ventiquattro minuti
Oppure:
tredicimilioni, centocinquantaquattromila e novecentoquaranta minuti.

I secondi non li sto a contare, sono almeno settecentoottantanovemilioni, duecentonovantaseimila e rotti.





Nonostante questo non credo di essere Perec e grazie al cielo non scrivo come Benni.

martedì 10 novembre 2009

Die Antifaschistischer Schutzwall

Con qualche ora di ritardo sul giorno del ventennale dalla caduta del Muro di Berlino, è vero. Ma oggi c'erano ricorrenze per me, in questo particolare caso, ben più importanti, o quanto meno più impellenti. Ma comunque un post commemorativo volevo scriverlo nel mio blog. Se poi è in ritardo di un giorno (vabbè, ore), completa la sensazione di decadenza.

Però qualsiasi cosa io possa provare a scrivere, scadrebbe inevitabilmente nel retorico. Perciò mi limiterò a dire che la "Barriera Antifascista", era una gran bella opera d'arte.

Live in Punkow.



Non fate caso agli zoticoni alla fine del video, gli diamo comunque merito di aver adoperato delle belle immagini del muro e l'ottima canzone dei CCCP - Fedeli Alla Linea. E di esser stato il video che ci ha dato la carica alla vigilia di una certa vacanza berlinese.